Solfiti negli alimenti

Solfiti negli alimenti

- Categoria: Cosmesi eco bio
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Oggi i solfiti trovano impiego nell'industria alimentare come conservanti antimicrobici, antienzimatici ed antiossidanti. Appena parliamo di solfiti pensiamo subito al vino, ma potenzialmente i solfiti sono presenti in quasi tutti gli alimenti conservati e perfino in molti freschi. E' obbligatorio indicare nell'etichetta la presenza dei solfiti solo se la concentrazione di anidride solforosa nell'alimento supera i 10 mg/L o i 10 mg/kg

Impiegati come additivi per la preparazione e la conservazione degli alimenti li riconosciamo attraverso queste sigle secondo il REG.ue 1129/2011:

E220 (Anidride solforosa);
E221 (Solfito di sodio);
E222 (Bisolfito di sodio);
E223 (Metabisolfito di sodio);
E224 (Metabisolfito di potassio);
E225 (Solfito di potassio);
E226 (Solfito di calcio);
E227 (Bisolfito di calcio);
E228 (Potassio solfito acido).

Dove si trovano i solfiti


Potenzialmente i solfiti sono presenti in quasi tutti gli alimenti conservati e perfino in molti freschi, alcuni prodotti dove sono presenti sono:
Pane, biscotti, cracker, frutta secca, vino, birra (ne esistono poche in commercio con presenza di solfiti), salumi, succhi di frutta, frutta disidratata, sciroppi, gelatina, spray utilizzati per mantenere “freschi” insalate e macedonie, frutta secca (sopra i gusci di noci, noccioline), patatine da forno, marmellate, prodotti ittici come pesce, crostacei, molluschi, e carni trasformate quali hot dog, salsicce; conserve sotto spirito, patate, patate surgelate, purea, conserve di pomodoro, caramelle, e merendine… Nei prodotti a base di carne, essendo maggiormente soggetti a fenomeni putrefattivi i quantitativi di conservanti sono ancora maggiori e possono contenere anche 450 mg al kg.

Di seguito alcuni sintomi dell'intolleranza ai solfiti:

Causare allergie o reazioni allergiche
Problemi respiratori
Riniti
Eczemi
Orticaria
attacchi asmatici,
orticaria
shock anafilattico
Dissenteria
Asma
broncospasmo
Emicrania
Acidità urinaria
Calo dell’odorato o del gusto
Forte spossatezza e stanchezza
Accentuata acidità di stomaco

Come scoprire se si è intolleranti/sensibili ai solfiti?

Ho scoperto l'intolleranza grazie ad un esame genetico, non invasivo E’ infatti possibile testare la propria sensibilità ai solfiti attraverso un test genetico che analizza la presenza di mutazioni a carico di due geni  coinvolti nell’attività di detossificazione dei solfiti:il gene SUOX (solfito ossidasi) ed il gene CBS.

Spero ti sia utile!

Giusy

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